Festival dell'Immagine

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Pasquale Strippoli

Giudice della V^edizione del Festival 2015

BIOGRAFIA

Sono nato a Taranto nel 1944.  Sin da piccolo ho mostrato grande interesse per l’arte, spingendomi a  percorrere una lunga serie di esperienze che mi hanno portato a diventare Docente di Scenografia e Scenografo a livelli nazionali.

Grazie agli approfonditi studi presso il più vecchio liceo scientifico di Taranto, l’intero percorso di studi è stato molto più agevolato, dandomi la possibilità di accedere a diversi percorsi formativi   sino a conseguire mete ambite soprattutto in campo artistico.

Diversi sono i titoli di studio conseguiti, tra i quali la laurea in Scenografia.

Il conseguimento di varie abilitazioni per l’insegnamento mi hanno  consentito di insegnare, in qualità di docente di ruolo, per ben 44 anni, riuscendo a coronare la mia carriera nell’Accademia di Belle Arti di Bari, trasmettendo ai miei allievi tutto lo scibile sulla Scenografia, acquisita in tanti anni di studi ed esperienze, anche con grandi dello spettacolo (Gino Rivieccio, Maurizio  Micheli, Enzo garinei, Alvaro Vitali, Endy Luotto, ecc.).

Sono orgoglioso di essere stato, ancora 16enne, il ragazzo di bottega, simile alle botteghe d’arte del Cinquecento, nello studio di un vero maestro d’arte, ahimé non più tra noi: Francesco Boniello. Pulitore di pennelli, ma attento osservatore del maestro per ben 3 anni. Ricordo, così come succede nelle favole, che un bel giorno sentii il Maestro chiamarmi a gran voce nella stanza di pittura e, dopo avermi presentato il famoso critico d’arte Giacomo Battino, mi “impose” di fargli il ritratto ad olio con vestiti del Seicento.foto per concorso

Fu una sorpresa per me! Capii in quell’istante che avevo ottenuto la sua stima e la sua fiducia. Da quel momento iniziò la mia carriera pittorica tra mostre e collettive, tutte coronate da successi di pubblico e di critica. Gli studi pittorici mi hanno portato in diverse correnti antiche e moderne, ma, grazie anche alla passione e studi sulla fotografia, sono giunto all’Iperrealismo definito romantico da molti critici. Romantico grazie agli studi sulla teoria delle luci ed ombre, reminiscenze del mio insegnamento di tale materia.

Anche la fotografia mi ha portato ad alte vette… quando la fotografia era studio ed applicazione, ma soprattutto sacrificio. L’analogico era ed è ancora oggi, “tempo digitale”, l’aspetto professionale dell’artista-fotografo paragonabile ad un pittore  che sa cosa significhi manipolare il colore col pennello.

Durante gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce, ho conseguito il massimo dei voti negli esami di fotografia 1 e 2 e, grazie anche agli insegnamenti del docente Pierluigi Bolognini, ho saputo trasportare su carta fotografica quello che già riuscivo a fare sulla tela.

Sono stato anche il Presidente dell’Associazione fotografica “Il Contrasto” di Taranto, gremita da altrettanto giovani valenti fotografi con i quali  sono stati compiuti passi da gigante.

Negli anni 1984-1985-1986 sono stato insignito del titolo di “Formatore dei Formatori” dopo un corso organizzato dal Provveditorato agli studi di Arezzo.

Scenografo responsabile e direttore artistico del “FESTIVAL MAGNA GRECIA”, nel cortile del Castello Aragonese, negli anni 1997 – 1998, organizzato dalla PROVINCIA di TARANTO.

Sono stato anche coinvolto, in qualità di artista locale, come mosaicista e fotografo, nella realizzazione del grandioso mosaico absidale nel Nuovo Tempio di S. Antonio a Taranto, realizzato dallo Studio del Mosaico del Vaticano, direttore il prof. Dario Narduzzi.

Come grafico ed esperto di programmi grafici, sono stato anche Direttore Artistico dell’Agenzia pubblicitaria “Publièquipe” e vignettista per la Casa Editrice Marietti di Milano. Ho curato anche la parte grafica di numerosissimi libri scolastici e di narrativa.

Tralascio tanti altri aspetti che mi hanno dato lustro e notorietà.

Da ormai 6 anni sono Direttore Artistico del Teatro “P. Turoldo” di Taranto, realizzando bellissimi cartelloni che  hanno toccato il teatro, la danza, la musica, il jazz e la lirica, se pure in forma Pocket.